Non l’ha mai amata. Mai. L’ha sposata solo perché i suoi genitori glielo chiedevano. Suo padre era ricco e influente e, secondo il testamento, il figlio avrebbe potuto ereditare tutto solo se avesse sposato una “ragazza rispettabile”. Lui obbedì. Per soldi. Per potere.
Ma nel suo cuore non c’era la minima traccia di calore. Solo rabbia, irritazione e disprezzo. E decise: se fosse stato costretto a sposarsi, avrebbe fatto sì che sua moglie fosse la prima a scappare. Le avrebbe reso la vita insopportabile.
Lui la tradiva apertamente, senza mai nasconderlo. Scompariva di notte. Non provvedeva economicamente, anzi, la costringeva a lavorare fino allo sfinimento: di giorno in ufficio, di notte con un secondo lavoro.
La umiliava con le parole, la insultava e spezzava la sua volontà. A poco a poco, la donna si spense. Lo stress e la stanchezza costanti le distrussero la salute e il sogno di avere un figlio svanì: non riusciva a rimanere incinta.

E poi iniziò una nuova crudeltà. Lui si prese gioco della sua sterilità, ridendole in faccia: “Non puoi nemmeno avere un figlio: che razza di moglie sei?”
😥 Dopo un viaggio con la sua amante, il marito ha deciso di “regalare” alla moglie sterile una bambola incinta, ma la moglie aveva un regalo tutto suo 😱😥
Entrò in un negozio di giocattoli e curiosando a lungo. Il suo sguardo si posò su un’elegante bambola incinta. Perfetta. Con un viso delicato, occhi espressivi e una pancia rotonda.
Tornò a casa, compiaciuto di sé. Nella sua testa, immaginava parole sarcastiche: “Anche una bambola può rimanere incinta, ma tu no”. Assaporava ogni istante della sua crudeltà. Voleva fare del male alla donna che era stata pronta a tutto per l’uomo che amava. Era sicuro che, dopo un simile dono, sua moglie lo avrebbe finalmente lasciato.
Ma quando aprì la porta dell’appartamento, si bloccò. Lei era lì, sulla soglia. Un sorriso beffardo le aleggiava sulle labbra e i suoi occhi erano freddi e pieni di disprezzo.
“Ciao, tesoro, cosa ti porta qui?” La sua voce era calma ma tagliente.
“Sono venuto dalla mia amata moglie. Mi stavi aspettando?”
“Oh, stavo proprio aspettando. Ho un REGALO per te.”

Quando vide il regalo che lei gli aveva preparato, rimase inorridito. Cadde in ginocchio, implorando perdono, ma era troppo tardi.
Gli porse dei fogli. Lui li prese. All’inizio non capì cosa fossero. Poi impallidì.
Nelle sue mani c’erano i documenti del divorzio. E una copia del testamento. Suo padre lo aveva diseredato: le aziende, la casa, i conti, tutto era andato a lei.
Suo padre lo aveva scoperto. Gli era stato raccontato cosa suo figlio aveva fatto alla vita della moglie. Il vecchio non poteva tollerarlo. E aveva scelto: non suo figlio, ma la donna che suo figlio aveva cercato di spezzare senza riuscirci.

L’uomo era lì in piedi con la bambola in mano. La scena che aveva progettato per umiliarla si era trasformata nella sua stessa umiliazione.
Lei lo guardò con calma e disse con fermezza:
“Sarò madre, ma mio figlio avrà un padre come si deve.”
E senza voltarsi indietro, se ne andò.