Nate unite per il bacino: due gemelle condividono 3 gambe e organi! La loro incredibile trasformazione dopo un intervento chirurgico che le ha cambiato la vita!

Zita e Gita nacquero gemelle siamesi, unite per il bacino. Condividevano un intestino, organi riproduttivi e tre gambe in comune.

Ognuna aveva la propria testa, il proprio cuore e le proprie braccia. Fin da piccole, impararono a vivere completamente unite, sia in senso letterale che figurato.

Da piccole, le bambine accettavano la loro unicità con la stessa accettazione infantile: disegnavano persone con tre gambe, legavano insieme due bambole e staccavano una gamba della bambola in più in modo che le bambole fossero “come loro”.

Ma crescendo, Zita e Gita capirono più di ogni altra cosa che desideravano essere individui separati. Il sogno dell’indipendenza divenne il loro obiettivo comune.

Quando compirono 11 anni, i medici decisero di eseguire l’intervento più complesso della loro carriera: la separazione. Casi simili si erano verificati in tutto il mondo, ma quasi sempre l’operazione falliva o sopravviveva solo una delle due gemelle.

I chirurghi impiegarono 12 ore per separare le bambine e rimuovere la terza gamba. Fu una procedura incredibilmente delicata e rischiosa, ma l’operazione riuscì.

Dopo la separazione, le ragazze hanno reimparato a camminare, questa volta con l’aiuto di protesi. Hanno finito la scuola, hanno iniziato a studiare lingue straniere e si sono dedicate al disegno e all’artigianato.

Tuttavia, necessitavano comunque di una supervisione medica continua, resa necessaria dalla loro complessa anatomia.

Purtroppo la loro felicità durò poco: qualche tempo dopo l’operazione, Zita morì di sepsi, una grave complicazione infettiva.

Rimasta sola, Gita continuò a vivere, come se fosse per entrambi. Si trovò ad affrontare un’altra difficoltà: diversi anni prima le era stato diagnosticato un cancro.

Alle sue spalle, interventi chirurgici all’intestino e cicli di cure. Ora ha 33 anni. Nonostante tutte le prove, continua a lottare. Non si arrende. Continua a vivere, con la speranza e il ricordo di sua sorella, che rimarrà per sempre parte della sua storia.

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