Jane Goodall, la leggendaria antropologa britannica il cui lavoro pionieristico sugli scimpanzé ha trasformato la nostra comprensione della specie, è scomparsa il 2 ottobre all’età di 91 anni. Oltre al suo lavoro con gli scimpanzé, Goodall ha spesso condiviso le sue intuizioni sul comportamento umano e, negli ultimi anni, ha parlato apertamente dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Nel 2016, durante la prima campagna presidenziale di Trump, Goodall paragonò il suo comportamento a quello degli scimpanzé maschi che eseguono rituali di dominanza. Disse a The Atlantic : “Per molti versi, le performance di Donald Trump mi ricordano gli scimpanzé maschi e le loro dimostrazioni di dominanza. Per impressionare i rivali, i maschi battono i piedi, battono il terreno, trascinano rami o lanciano pietre: più vigorosa è la dimostrazione, più velocemente salgono nella gerarchia”.

La sua osservazione suscitò molto scalpore all’epoca. Anni dopo, in un’intervista alla MSNBC del 2022, tornò sul paragone dopo che fu mostrato un video di Trump che abbracciava la bandiera americana e si definiva un “esemplare fisicamente perfetto”. Goodall osservò, ridendo: “Vedo lo stesso comportamento che mostrano gli scimpanzé maschi quando competono per il predominio. Si pavoneggiano, proiettano aggressività e cercano di apparire più grandi di quanto non siano in realtà per intimidire i rivali”.
Ha aggiunto una nota seria sulle sue preoccupazioni per l’America, affermando: “La divisione che si sta creando negli Stati Uniti è una tragedia e può avere ripercussioni in tutto il mondo”.
Le osservazioni di Jane Goodall ci ricordano che la sua comprensione del comportamento umano e animale era profondamente interconnessa e che non si è mai tirata indietro dall’esprimere la sua opinione, nemmeno sulla scena mondiale.