Con l’avvicinarsi della scadenza del 4 novembre per le candidature ai Golden Globe, la classificazione del film è diventata una questione chiave. Da un lato, “The Substance” è un film horror teso con molte scene sanguinose. Dall’altro, funge da satira tagliente dell’industria televisiva, dove la giovinezza e la bellezza sono spesso considerate prioritarie.

Il fattore decisivo è la categoria in cui Moore avrebbe le maggiori possibilità di nomination o addirittura di vittoria. Se il film fosse promosso come un dramma, dovrebbe competere con star come Angelina Jolie in “Maria”, Nicole Kidman in “The Good Bad Girl”, Saoirse Ronan in “The Escape” e Tilda Swinton in “The Neighboring Room”.
Al contrario, il genere commedia presenta una concorrenza meno scoraggiante per Moore, con un paio di nuovi arrivati: “Anora” con Mikey Madison e Carla Sophia Gascon in “Emilia Perez”.
Di cosa parla “The Substance”?
Elizabeth Sparkle ha sempre abbagliato con la sua bellezza, ma il tempo non è stato clemente con lei. Alla fine, ha smesso di ricevere offerte per il cinema e ha dovuto passare a lavorare in uno show di fitness. Dopo aver compiuto 50 anni, il suo capo pomposo e inappropriato Harvey ha deciso di licenziarla. La sua unica possibilità di reclamare la sua antica gloria risiede in una misteriosa iniezione offerta da un laboratorio sconosciuto. Senza altre opzioni, accetta l’esperimento e riceve la droga, che crea una nuova persona, la giovane e ambiziosa Sue, che è indifferente a come si sente Elizabeth.